Il mondo è come un tavolo da gioco predisposto in modo tale che tutti quelli che entrano nel casinò devono giocare e tutti a lungo andare devono perdere, chi più chi meno, anche se di quando in quando possono realizzare una vincita provvisoria.
Samuel Butler, Taccuini, 1912.
La tragedia nucleare giapponese ci fa comprendere per l'ennesima volta quanto il mondo in cui viviamo sia qualcosa di minuscolo e
quanto, dei fatti apparentemente molto distanti da noi, possano invece influire considerevolmente sulle nostre vite. Forse è proprio questo il sunto della globalizzazione, tutto ciò che di buono l'umanità può proporre localmente non è nulla se comparato alle preoccupazioni e ai danni, economici e sociali, che un singolo evento tragico e occasionale è in grado di comportare; alla fine la spunta sempre lei, la natura, ricordandoci che siamo solo degli ospiti su questa gemma azzurra che affonda nello spazio. Infatti certi fenomeni, come i terremoti o gli tsnumani, a differenza delle guerre, non rispettano quei limiti effimeri che abbiamo tracciato sulla terra nel vano tentativo di recintare le nostre tribù. Ma non solo terremoti e tsnunami superano i confini degli Stati, la stessa cosa la fa l'aria, il vento...
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| Chernobyl dopo l'esplosione. |
Siamo colti da una
paura genuina quando ci interroghiamo su quel male invisibile che si irradia silenziosamente dalla centrale nucleare, che per ora ha dato prova visibile del suo esistere solo nello sprizzo di una nube di vapore, la paura che stiamo percependo può essere comparata a quella che avvinceva gli uomini superstizioni delle
epoche buie. Ma tra queste epoche e la nostra c'è una sostanziale differenza, oggi
la stregoneria può portare in modo ineluttabile morte e sofferenze. Si riaffacciano nella nostra memoria le riprese aeree sgranate del falò radioattivo della centrale di Chernobyl, un bagliore rossastro nel profondo della struttura sventrata, qualcosa di apparentemente innocuo, come un qualsiasi altro incendio.
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| Fukushima, il disastro... |
Con Fukushima siamo costretti, dopo 25 anni, a tornare a immaginare, immaginare che cosa si celi dietro alle menzogne del governo giapponese, che cosa sia portato dal vento e dall'acqua senza che noi ce ne si possa accorgere, è questa la causa della nostra insofferenza: il fatto che ognuno si ritrova ad affrontare con gli strumenti della fantasia la minaccia invisibile ma letale: il vuoto è popolato da mostri che nessuno vuole andare a svegliare,
con Fukushima torniamo a essere bambini, bambini che affrontano il buio della notte o l'umidità marcescente di un sotterraneo ma sapendo che nella prima si celano davvero dei fantasmi e nel secondo effettivamente scheletri di pirati pronti a ghermirci. Ed è con questa sgradevole sensazione che oggi osserviamo le animazioni digitali dei venti che dal Giappone arrivano a coprire nel loro ventaglio tutta l'Europa - i venti fanno il giro del mondo: ce ne accorgiamo solo davanti alla tragica possibilità che qualcosa di impalpabile, di insapore, e incolore possa raggiungerci e mettere a repentaglio la nostra salute, quella dei nostri amici, quella dei nostri figli.
Per l'animazione della nube radioattiva sprigionatasi da Fukushima premi
qui.
2 commenti:
era proprio quello che avevo in sentore di pensare nel retrocervello e non mi veniva a parole, grazie.
seré
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ecco perchè nella società tecnologica bisognerebbe studiare molta più scienza, per avere qualche strumento in più, per capire cosa si celi dietro la stregoneria, per smascherare le bugie di chi comanda, per passare da bambini impauriti a uomini che affrontano la paura ed invece di scappare combattono.
Gianluca
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