Quello che non si dice: banchetto Lega Nord e manifestazione precari 9/04/2011 Padova.

Per parlare di quello che è successo ieri a Padova tra no-global e leghisti voglio partire da distante. Nell'ormai lontano 2009 un gruppetto di studenti universitari volle organizzare una sessione di universitopoly1 per protestare contro l'allora disegno di legge Gelmini. Tutto era pronto, il piano di gioco da dieci metri quadrati, i costumi, le pedine alte trenta centimetri, le riproduzioni in cartone delle strutture universitarie, un dado gigantesco... la questura aveva dato l'ok per la piazzetta davanti al PAM e affianco al Bo, l'evento era stato lanciato sui social-network e il tam tam del passa parola aveva già avuto inizio ma, la mattina del giorno precedente alla manifestazione suona il telefono del ragazzo che aveva portato alla polizia il progetto, gli dicono che deve presentarsi in questura: senti, la vostra è una bella iniziativa, ma devi capire che quello spazio lo lasciamo di solito ai gruppi di destra, loro forse nello stesso giorno organizzeranno una lettura dei quotidiani nella sala verde del Pedrocchi, lì davanti. E quindi - per evitare problemi - abbiamo deciso di spostarvi da un'altra parte. Universitopoly si fece lo stesso, nella dispersiva piazza della frutta e fu comunque un successo, molte persone si fermarono a giocare con noi, mentre, per la nostra sicurezza, era schierata a pochi metri di distanza, a contrastare con l'architettura medievale di Palazzo della Ragione, una camionetta della celere.
Bene, ieri in piazza Garibaldi si sarebbe dovuto parlare di precarietà e così tutto il mondo della sinistra veneta era presente, dai no-global al PD passando per FIOM e CGIL, qualcosa però è andato storto. Nella stessa piazza, a pochi metri di distanza dal luogo dove si stavano assiepando le persone per la manifestazione delle sinistre, qualcuno aveva concesso alla Lega Nord di mettere un proprio banchetto. Così gli animi dei no-global si sono scaldati e un crescendo di insulti ha portato a una scazzotata. Le bandiere verdi sono state stracciate e i volantini con il Sole delle Alpi gettati a terra, così il banchetto. La polizia è intervenuta tardivamente, quando i due gruppi erano già entrati in contatto. Nessuno ha impedito che i due gruppi entrassero in contatto.
Il PD e la CGIL hanno allora deciso di fare pressione affinché la piazza si smobilitasse, dicendo che solo in questo modo si sarebbero prese le dovute distanze dai facinorosi. Inoltre, la loro decisione è stata quella di lanciare un comunicato stampa congiunto allo scopo di condannare ogni forma di violenza, solidarizzando con la Lega Nord vittima di una insensata aggressione, un comunicato stampa a cui tutti avremmo dovuto aderire - ad eccezion fatta, come è logico, dei no-global -. Per finire, a tutte quelle persone che hanno chiesto che nel comunicato venissero inserite due righe per sollevare delle perplessità riguardanti la gestione dell'ordine pubblico è stato risposto che il loro era un modo vigliacco o involontario di proteggere le teste calde dei centri sociali.

Tenendo conto di tutto questo mi viene da credere che ieri si sia seguito quel copione, ormai consueto, dove un certo equilibrismo politico viene prima di ogni altra cosa, anche di quel senso critico che dovrebbe essere sempre vigile e soprattutto delle urgenze dei meno rappresentati e più deboli – perché se è vero che tutti noi condanniamo la violenza è anche vero che in un caso simile non può che sorgere il dubbio che qualcosa, volontariamente o meno, nella macchina dell'ordine pubblico non abbia funzionato. Ma la politica degli epigoni temo, abbia vinto anche questa battaglia - escludendo gli ultimi e mettendo al centro gli interessi di coloro che sono organici a realtà partitiche, movimentistiche e sindacali. Con le loro storie, con le loro necessità, con i loro drammi i precari oggi sarebbero dovuti essere il punto focale della nostra narrazione e delle nostre discussioni. E invece sono stati ridotti alla scialba cornice degli interessi mediatici e propagandistici dei più disparati gruppi politici. Proprio in momenti come questo ci si accorge di quanto il sistema del lavoro che si sta affermando in questo Paese renda le persone sempre più sole, nude ma invisibili.

[1] http://www.universita.it/universitopoly-padova-gioco-riforma-gelmini/

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"Una parola urgente". Una piccola "rivoluzione copernicana" per Vermena.

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